Di Luca Franceschi
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A una settimana dalla scadenza del PNRR, emerge un quadro preoccupante sulla digitalizzazione della sanità italiana, che rappresentava uno dei pilastri fondamentali dei progetti iniziali. Secondo quanto evidenziato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio, si tratta di un clamoroso fallimento da parte del governo Meloni.
Le criticità sul tema erano già emerse nell’ultima ricerca della Fondazione GIMBE. La supply chain sanitaria italiana si trova in una situazione allarmante: oltre l’80% delle strutture registra manualmente i dati dei farmaci, mentre quasi la metà non integra i sistemi di magazzino con le cartelle cliniche elettroniche.
Questa mancanza di innovazione potrebbe avere ripercussioni gravi in vista dell’entrata in vigore, nel 2027, del nuovo sistema europeo anticontraffazione dei farmaci. Il ritardo nel percorso di digitalizzazione e le incertezze normative, con quattro decreti attuativi ancora mancanti, pongono il Servizio Sanitario Nazionale ancora una volta in una posizione precaria.
Secondo la parlamentare pentastellata, è inaccettabile che in un contesto così critico il governo Meloni non stia investendo le risorse necessarie per affrontare queste sfide. La digitalizzazione non è solo un obbligo normativo, ma rappresenta un’opportunità per migliorare la gestione dei farmaci, ridurre gli errori e garantire la sicurezza dei pazienti.
La situazione richiede interventi immediati: dalla formazione del personale all’adozione degli standard globali GS1, fondamentali per garantire tracciabilità e interoperabilità. È tempo che il governo prenda sul serio queste problematiche e destini le giuste somme per accelerare la trasformazione del Sistema Sanitario Nazionale.
