Di Luca Franceschi
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Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte hanno acceso un acceso dibattito politico in Italia. Il leader dell’Alleanza Atlantica ha infatti fatto riferimento ai 500 velivoli americani decollati dalle basi statunitensi presenti sul territorio italiano, sottolineando il ruolo massiccio svolto dal nostro Paese a sostegno dell’operazione Epic Fury in Iran.
Queste affermazioni hanno spinto i capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato a intervenire duramente sulla questione. Secondo i rappresentanti pentastellati, le parole di Rutte confermerebbero quanto il partito ha sempre denunciato sin dall’inizio di quella che definiscono una folle guerra.
Il Movimento 5 Stelle ha infatti più volte evidenziato il ruolo strategico e vitale dell’Italia come hub logistico e di intelligence nel conflitto. A supporto di questa tesi, i rappresentanti M5S hanno fatto riferimento ai continui decolli di aerei spia, droni da ricognizione e aerei cargo dell’USAF e della US Navy dalle basi militari di Sigonella e Aviano, diretti verso l’Iran e le basi americane nel Golfo.
Le dichiarazioni del segretario generale della Nato avrebbero quindi smontato quella che i pentastellati definiscono la narrativa del governo Meloni e dello stesso Trump. Secondo questa ricostruzione ufficiale, l’Italia non avrebbe sostenuto l’avventura bellica americana in Iran, fatta eccezione per un singolo rifiuto al transito di alcuni bombardieri che avrebbero violato gli accordi bilaterali tra i due Paesi.
La posizione del Movimento 5 Stelle è netta: il governo Meloni sarebbe sempre stato asservito alle decisioni di Trump, e questa conclusione deriverebbe proprio dalle parole del massimo rappresentante dell’Alleanza Atlantica.
