Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri ha espresso forti perplessità riguardo alla proposta di riforma costituzionale per Roma Capitale, sollevando dubbi sia sui tempi che sui contenuti dell’iniziativa.
“Nutriamo perplessità molto serie su questa riforma costituzionale per Roma Capitale”, ha dichiarato Silvestri alla Camera, sottolineando principalmente la questione temporale. Il parlamentare pentastellato si interroga su come sia possibile portare a termine una riforma così complessa considerando tutti i provvedimenti, compresi quelli economici, di cui il Paese necessita attualmente e avrà bisogno in futuro.
La proposta alternativa del deputato M5S punta su una soluzione più pragmatica e immediata. “Perché non migliorare la situazione di Roma con una legge ordinaria come si è fatto con il Giubileo?”, si chiede Silvestri, che ha già presentato una proposta di legge ordinaria per individuare punti di convergenza con le altre forze politiche.
Tra le proposte concrete avanzate dal parlamentare figura il trasferimento di funzioni amministrative nell’ambito dei trasporti, un intervento che secondo Silvestri è perfettamente realizzabile. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire che Roma ottenga funzioni aggiuntive entro la fine della legislatura, evitando di “puntare a cento per arrivare a zero”.
Le critiche non si limitano agli aspetti procedurali ma investono anche il merito della riforma. Silvestri evidenzia un’anomalia nel rapporto tra Stato e Comune che si verrebbe a creare: “Normalmente lo Stato fa le leggi e il Comune le applica. In questo caso sarebbe il Comune a farsi le leggi e a doverle rispettare”.
Il richiamo all’esperienza milanese serve al deputato per mettere in guardia sui rischi di un eccesso di autonomia. Silvestri cita la situazione verificatasi a Milano, caratterizzata da “pochissimi controlli sul piano urbanistico”, per sostenere che Roma non deve trasformarsi in una “Dubai” al centro di interessi miliardari.
La posizione del Movimento 5 Stelle, espressa attraverso le parole di Silvestri, è che attribuire maggiori poteri non costituisca automaticamente un miglioramento della qualità del governo locale. “Dare più poteri non migliora necessariamente le cose. Non significa governare meglio”, ha precisato il deputato, sottolineando invece l’importanza di mantenere equilibri adeguati “sul piano della progettazione, degli investimenti e della programmazione”.
La conclusione di Silvestri è pragmatica quanto la sua proposta iniziale: convinto che la riforma costituzionale non riuscirà ad essere completata, il parlamentare M5S ribadisce la necessità di procedere con una legge ordinaria che possa produrre risultati concreti e immediati per la Capitale.
