Di Luca Franceschi
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Mentre tra il ministro della Difesa Crosetto e quello dell’Economia Giorgetti va in scena un dramma shakespeariano a colpi di lettere non risposte, la premier Meloni si trova davanti a un dubbio amletico: essere fedele agli impegni sul riarmo o non esserlo per andare incontro alle urgenze dei cittadini?
La questione centrale riguarda la scelta tra indebitarsi e fare scostamenti di bilancio per le armi oppure per tagliare le accise sui carburanti e ridurre il costo delle bollette.
Per il Movimento 5 Stelle e per i cittadini non c’è alcun dubbio, non c’è da pensarci nemmeno un istante.
Per la presidente del Consiglio invece si tratta di un problema molto imbarazzante perché è lei che si è messa e ha messo l’Italia di fronte a questo bivio, visto che l’impegno con la Nato lo ha preso lei e pure i vincoli di bilancio del Patto di Stabilità li ha accettati lei, senza batter ciglio.
È quindi comprensibile che ora che si trova messa di fronte alle prevedibili conseguenze dei suoi errori, ora che i nodi vengono al pettine, sia in difficoltà nel doversi rimangiare tutto, dando ragione a chi come il M5S denunciava l’insostenibilità economica e sociale di ulteriori aumenti delle spese militari e del cappio al collo dei vincoli di bilancio europei.
Così si sono espressi i capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, la senatrice Alessandra Maiorino e il deputato Arnaldo Lomuti.
