Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua ha lanciato un duro attacco al Garante della Privacy, chiedendone l’azzeramento completo, in seguito alle anticipazioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano sull’inchiesta di Report riguardante le presunte interferenze di Meta nelle elezioni italiane.
Secondo quanto emerso dall’indagine giornalistica, la piattaforma americana avrebbe beneficiato di uno “sconto” nelle sanzioni imposte dall’autorità garante, alimentando ulteriori dubbi sulla credibilità dell’organismo di controllo.
La parlamentare pentastellata ha evidenziato come Meta avrebbe gestito dati e contenuti politici in modo tale da influenzare la formazione del consenso elettorale. Tra le preoccupazioni sollevate figurano la profilazione degli utenti, la selezione mirata delle informazioni e la possibile influenza diretta sul voto dei cittadini.
“È in atto un allarme democratico enorme che tutti dovrebbero percepire”, ha sottolineato Bevilacqua, ponendo una provocazione sulla coerenza dell’indignazione politica: le interferenze costituiscono un problema grave solo quando provengono dalla Russia?
La senatrice ha quindi richiamato la politica ad un intervento immediato e deciso. In particolare, ha fatto riferimento alla Commissione di inchiesta sulle fake news, attualmente in fase di insediamento al Senato, sollecitandola a non ignorare questa vicenda e ad aprire immediatamente un approfondimento specifico.
L’esponente del M5S ha chiesto che vengano convocati i rappresentanti di Meta, inclusi quelli a livello internazionale, per riferire davanti al Parlamento sulla gestione dei dati e sui contenuti veicolati durante le campagne elettorali.
“È in gioco la tenuta stessa del processo democratico”, ha concluso Bevilacqua, ribadendo che chiunque abbia responsabilità in questa vicenda, a qualsiasi livello, deve essere chiamato a risponderne.
