(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Le parole di Alessandro Sallusti su Giovanni Falcone sono un’altra grande vergogna come quelle recenti di Nordio. Dire che Falcone è stato ucciso dal CSM ancora prima che dalla mafia è inaccettabile. Sallusti ridimensiona le responsabilità di chi ha ucciso Falcone e colloca i magistrati tra i delinquenti”.
Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
“Sallusti – aggiungono – sa benissimo che Falcone fu isolato e delegittimato innanzi tutto dal mondo del potere che, quando lui alzò il tiro verso la politica e fece arrestare i colletti bianchi della mafia come Ciancimino e i fratelli Salvo, gli scatenò contro una campagna martellante e feroce di delegittimazione, accusandolo di essere ammalato di protagonismo, di essere pilotato dalle sinistre e definendolo giudice sceriffo. Tra costoro vi erano anche esponenti di vertice della destra.
Questa azione di delegittimazione trovò una sponda all’interno del CSM tra alcuni componenti laici vicini al sistema di potere che voleva fermare Falcone e tra alcuni magistrati espressione di una magistratura conservatrice e timorosa di toccare il potere politico. Altri, sbagliando, ritennero di dover privilegiare il criterio dell’anzianità per evitare che, abbandonando quel criterio oggettivo, si aprissero le maglie di una discrezionalità fuori controllo.
La riforma di cui Sallusti è sostenitore, è congegnata proprio per aumentare il peso della politica, mettendo nelle sue mani strumenti di condizionamento e di intimidazione nei confronti di magistrati indipendenti come Falcone e stendendo invece tappeti rossi a quelli disposti ad allinearsi alle direttive che vengono dall’alto. Una mela avvelenata che è la versione più sofisticata di quella propinata a Falcone.
Il portavoce della campagna per il si vorrebbe riscrivere la storia, facendo dimenticare agli italiani che insieme a Falcone sono stati tanti i magistrati assassinati perché scomodi per il potere, quel potere che oggi grazie a personaggi come Sallusti vorrebbe vampirizzare la memoria di Falcone per sponsorizzare una riforma utile solo al potere”.
