Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto, ha sollevato una dura polemica contro la conduzione dell’informazione televisiva sul referendum costituzionale, accusando l’azienda di servizio pubblico di schierarsi a favore della maggioranza di governo.
Secondo Carotenuto, nella sola giornata di ieri si sarebbero verificati tre episodi emblematici di questo presunto squilibrio informativo. Su Rai2, durante la trasmissione “Due di Picche”, Tommaso Cerno avrebbe ridicolizzato i rappresentanti del fronte del No al referendum.
Su Rai3, nella trasmissione “Far West” condotta da Salvo Sottile, sarebbe stato concesso alla magistrata sostenitrice del Sì uno spazio di intervento sproporzionato rispetto al tema referendario in discussione.
Le critiche più pesanti sono rivolte a Bruno Vespa e alle sue trasmissioni su Rai1. Il parlamentare pentastellato contesta la conduzione sia di “Cinque Minuti” che di “Porta a Porta”, accusando il giornalista di aver abbandonato completamente il ruolo di mediatore imparziale.
Durante i confronti televisivi, le obiezioni sarebbero state rivolte esclusivamente al rappresentante del No, mentre si sarebbe dato ampio spazio a narrazioni critiche verso la magistratura, con riferimenti a “tante storie di cattiva giustizia” e “vite distrutte”.
Carotenuto denuncia inoltre la diffusione di quelle che definisce “fake news”, come l’affermazione che nessun giudice verrebbe mai punito e che la riforma servirebbe a smantellare il sistema giudiziario attuale. Particolare risalto sarebbe stato dato al tema del sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, presentato come “la cosa che fa impazzire l’Anm” per la presunta perdita di potere.
Il capogruppo M5S definisce questa modalità di racconto più simile a “una campagna elettorale che a un confronto” equilibrato tra le diverse posizioni. Carotenuto ha annunciato che, non essendo stato possibile porre queste questioni direttamente all’amministratore delegato Gianpaolo Rossi durante l’audizione prevista, lo farà il 25 marzo prossimo.
La richiesta formale rivolta all’azienda è di intervenire immediatamente sui tre conduttori citati e di riequilibrare la narrazione sul referendum. Il parlamentare conclude ricordando a tutti i dipendenti Rai che il loro lavoro deve essere al servizio del pubblico e non costituire “l’ufficio stampa di Fratelli d’Italia”.
