Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, ha espresso dure critiche sulla politica di privatizzazioni del Governo Meloni, analizzando la relazione trasmessa dal Ministero dell’Economia alle Camere.
Secondo Turco, il documento certifica il fallimento della strategia economica dell’esecutivo, che starebbe svendendo quote strategiche del patrimonio pubblico per fare cassa, senza riuscire neppure a ridurre concretamente il debito pubblico.
Dalla relazione emerge che le cessioni di quote pubbliche in MPS ed ENI hanno generato oltre 4 miliardi di euro, destinati principalmente al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e quindi alla riduzione del debito pubblico. Tuttavia, il debito continua ad aumentare, il che dimostra che il Governo sta sacrificando asset strategici dello Stato senza affrontare le cause strutturali della crisi economica italiana.
Il parlamentare pentastellato sottolinea come la relazione descriva esclusivamente operazioni finanziarie quali collocamenti accelerati, finestre di mercato, investitori istituzionali, valorizzazione degli asset e riduzione del debito. Ciò che manca completamente è una strategia industriale nazionale: non c’è una visione sul ruolo pubblico nel credito, non c’è una strategia energetica, non c’è una politica industriale per i settori strategici e non c’è una riflessione sulla sovranità economica del Paese.
Turco evidenzia l’enorme contraddizione di un Governo che continua a parlare di interesse nazionale e sovranità economica mentre riduce progressivamente la presenza pubblica in settori strategici come credito ed energia.
Ancora più emblematico è il caso MPS. Dopo anni di interventi pubblici e miliardi di risorse dei contribuenti utilizzate per salvare la banca, il Governo ha avviato una rapida e discutibile dismissione della partecipazione pubblica, oggetto peraltro di attenzione da parte della Procura di Milano, attraverso collocamenti accelerati sul mercato, senza chiarire quale debba essere il ruolo strategico dell’istituto nel sistema bancario italiano.
In una fase di grande concentrazione del settore creditizio e di pieno risiko bancario, l’esecutivo si limita a ridurre la presenza pubblica senza affrontare temi fondamentali come il presidio del credito ai territori, il sostegno alle PMI, la tutela della concorrenza bancaria e la sovranità finanziaria nazionale. Anche in questo caso emerge una logica esclusivamente finanziaria e di breve periodo, priva di una vera visione industriale sul futuro del sistema creditizio italiano.
Il Vicepresidente del M5S conclude affermando che queste privatizzazioni non stanno rafforzando il sistema produttivo italiano, non stanno creando nuova capacità industriale e non stanno riducendo il debito. Stanno semplicemente trasformando il patrimonio pubblico in uno strumento di finanza di breve periodo.
La verità, secondo Turco, è che il Governo Meloni non ha una politica industriale, ma soltanto una politica di dismissione degli asset pubblici.
