Di Luca Franceschi
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Il vicepremier Matteo Salvini ha recentemente evocato l’ipotesi di elezioni anticipate, ma è stato prontamente richiamato all’ordine sia da Giorgia Meloni che da Antonio Tajani, che ormai lo considerano l’alleato indisciplinato e incapace di controllarsi nelle dichiarazioni pubbliche.
Secondo la senatrice siciliana Ketty Damante, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, questo scenario politico avrebbe almeno il merito di porre fine alla farsa del ponte sullo Stretto di Messina.
La pantomima continua in queste ore proprio mentre i cittadini siciliani e calabresi si preparano al voto per le amministrative del fine settimana, con il leader della Lega che persiste nel prendere in giro gli elettori con promesse non mantenute.
La situazione del progetto appare critica su più fronti: il progetto e la gara d’appalto sono quasi certamente da rifare, i costi risultano palesemente sottostimati, emergono falle procedurali e lacune documentali di ogni genere, oltre alla violazione di normative europee.
Salvini aveva già tentato in passato di realizzare l’opera, fallendo principalmente a causa della sua incapacità gestionale.
Nel frattempo, mentre nessun cantiere verrà aperto nemmeno quest’anno, i manager della società Stretto di Messina Spa continuano a vedere aumentare i loro lauti stipendi.
Che si vada al voto tra pochi mesi o tra un anno, l’auspicio è che presto Salvini lasci l’incarico e si possa finalmente mettere la parola fine a questo scempio, restituendo a siciliani e calabresi ciò che è stato loro sottratto.
