(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il vicepresidente della 10a commissione del Senato, Orfeo Mazzella del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione ai ministri del Lavoro e degli Affari europei per denunciare quella che definisce una “palese violazione” delle normative sul riparto delle risorse PNRR destinate al Mezzogiorno.
Secondo quanto dichiarato da Mazzella, il decreto legge 77/2021 stabilisce chiaramente che almeno il 40% delle risorse territorializzabili del PNRR debba essere destinato al Sud. Tuttavia, i recenti decreti di riparto per il Programma GOL, con una dotazione complessiva di 2,3 miliardi di euro, assegnano alle Regioni meridionali soltanto una quota pari a circa il 32%.
“Siamo davanti a una palese violazione di una clausola di salvaguardia essenziale, che sottrae indebitamente risorse fondamentali per le politiche attive del lavoro proprio nei territori che registrano i tassi di disoccupazione più allarmanti”, ha dichiarato il parlamentare pentastellato.
Nell’interrogazione, Mazzella chiede formalmente ai ministri Calderone e Foti di spiegare quali criteri abbiano guidato questo riparto e se intendano attivare immediati interventi compensativi per ripristinare il rispetto del vincolo di legge.
Il vicepresidente della commissione ha sottolineato che “non è ammissibile che attraverso tecnicismi o interpretazioni di comodo si aggiri la normativa vigente, ampliando ulteriormente i divari tra Nord e Sud”. Ha inoltre ribadito che “la formazione e l’inserimento lavorativo sono diritti che devono essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, non concessioni variabili a seconda della latitudine”.
Mazzella ha poi attaccato duramente il governo Meloni: “Ancora una volta, la narrazione di Giorgia Meloni si infrange contro la realtà dei numeri: promettono il rilancio della Nazione, ma nei fatti operano scientificamente per affossare il Mezzogiorno”.
Il parlamentare ha concluso definendo la sottrazione di fondi vincolati per legge “un atto di arroganza politica che certifica il fallimento totale delle politiche di coesione di questa maggioranza”, sostenendo che “i cittadini del Sud meritano rispetto e risposte concrete, non di essere trattati come sudditi da un Governo incapace e ipocrita che tradisce sistematicamente le promesse elettorali”.
