(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il “miracolo” economico del Governo Meloni in effetti c’è ed è certificato a pagina 25 dell’ultima Nota sulla congiuntura economica di febbraio 2026 dell’Upb, Ufficio parlamentare di bilancio.
Peccato sia un miracolo al contrario, certificato dalle previsioni di crescita del Pil italiano avanzate da ben 10 tra enti e istituzioni, nazionali e internazionali, e raccolte dall’Upb stesso. Tra queste Ref, Prometeia, Bankitalia, Istat, Ocse, Commissione Ue, Fmi.
Con una crescita del Pil intorno allo 0,5% per il 2025, l’Italia di Giorgia Meloni cresce di un terzo rispetto al +1,4% dell’area euro.
Mentre per il 2026 e il 2027, con previsioni che oscillano intorno al +0,6/+0,7%, l’Italia è stimata crescere la metà dell’area euro.
Ovviamente in tutte le simulazioni siamo dietro a Francia, Spagna e da quest’anno anche Germania.
Purtroppo questo non è un risultato casuale. I fallimenti economici dell’Esecutivo Meloni sono molteplici e seriali.
Ultimo in ordine di tempo il blocco del decreto attuativo della “nuova Transizione 5.0”, visto che la precedente del ministro Urso era già stata un fallimento.
Viene fuori che il Governo deve ancora trovare le coperture per cancellare la clausola precedentemente inserita della provenienza dei beni agevolabili dall’Ue.
Saltato questo paletto, come confermato anche oggi dal viceministro Leo, servono però più soldi, che vanno trovati.
Così come è necessario un intervento legislativo che corregga la norma attuale.
Risultato? Decreto attuativo della “nuova” Transizione 5.0 bloccato al Mef, dopo rimpalli con il Ministero delle imprese.
Le aziende, tanto, possono ancora aspettare.
Questo è solo uno dei tanti esempi di cosa c’è dietro l’azzeramento della crescita italiana e tre anni consecutivi di calo della produzione industriale.
Lo comunica in una nota il deputato Michele Gubitosa, vicepresidente del M5S.
