Di Luca Franceschi
///
Il vicepresidente della commissione Ambiente della Camera, Agostino Santillo del Movimento 5 Stelle, ha duramente criticato il Piano Casa del governo, definendo “insopportabili” le dichiarazioni di Meloni e Salvini sulla questione degli alloggi popolari. Secondo il parlamentare, si tratta di un segnale chiaro di un esecutivo in difficoltà, costretto alla menzogna sistematica per continuare a governare.
Per quanto riguarda i tanto pubblicizzati 60 mila alloggi popolari in un anno e il social housing, Santillo parla di “imbroglio totale”. Durante le audizioni alla Camera, l’Ance ha chiarito che i costi delle ristrutturazioni possono variare da qualche centinaio di euro al metro quadro fino a 1500 euro, soprattutto nelle città più grandi.
Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha evidenziato che in città come Roma si possono superare i 3 mila euro al metro quadro, cifre che renderebbero più conveniente l’acquisto di case nuove piuttosto che la ristrutturazione di quelle esistenti.
Gli stanziamenti certi del Piano Meloni-Salvini ammontano a 970 milioni di euro dal 2026 al 2030, di cui soltanto 116 milioni destinati al primo anno. Con risorse così limitate, il deputato si chiede con quale coraggio Salvini possa continuare a sostenere al Festival dell’Economia la promessa dei 60 mila alloggi. Secondo Santillo, nella migliore delle ipotesi, con questi fondi si potrebbero realizzare al massimo 60 mila ripostigli.
Un altro capitolo definito fantasioso è quello del social housing. Per un privato, destinare il 70% delle case costruite a una vendita a prezzo calmierato risulterebbe eccessivamente sconveniente, specialmente nelle città medio-grandi. Questo aspetto è stato evidenziato da molti durante le audizioni di ieri.
Tutto ciò avviene nonostante Meloni e Salvini siano pronti a concedere un mix di facilitazioni urbanistiche e maglie più larghe sul fronte amministrativo e burocratico. Anche nel segmento dell’edilizia sociale, quindi, il Piano dei leader di Fratelli d’Italia e Lega appare secondo Santillo privo di fondamenta solide.
Il problema maggiore, conclude il vicepresidente della commissione Ambiente, è che questi pasticci, frutto di un marketing politico di scarso livello, dovranno essere risolti dal prossimo governo, insieme ai tanti altri danni di questo quadriennio.
