Di Luca Franceschi
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Carlo Petrini ha lasciato un segno profondo non solo nell’agricoltura e nell’enogastronomia italiana, ma nel pensiero civile, ecologista e sociale del nostro Paese. Ha avuto la capacità rara di trasformare qualcosa di quotidiano, come il cibo, in una grande questione politica e culturale.
Per lui il cibo era prima di tutto un diritto universale, da garantire a ogni persona. Come a Gaza, di cui più volte ha parlato e dove, diceva, la fame è diventata uno strumento di morte.
Con la sua idea di cibo buono, pulito e giusto, ci ha insegnato che dietro un prodotto agricolo ci sono il lavoro delle persone, la tutela della biodiversità, il rispetto della terra, il contrasto allo sfruttamento e alle disuguaglianze.
Carlo Petrini ha scelto per tutta la vita di perseguire il Bene comune, con la consapevolezza che difendere il pianeta significa difendere la vita stessa. Che la sua grande opera continui.
Queste le parole pronunciate in aula dalla deputata Ilaria Fontana, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, durante la commemorazione di Carlo Petrini.
