Di Luca Franceschi
///
Le casse previdenziali privatizzate devono mantenere la loro funzione originaria e non possono trasformarsi in strumenti per operazioni speculative o essere coinvolte in conflitti di interesse. L’obiettivo principale di questi enti deve rimanere quello di garantire le pensioni ai propri iscritti, senza allontanarsi da questa missione fondamentale.
A sostenerlo è la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Barzotti, che è intervenuta durante il convegno “Quale futuro per le casse previdenziali privatizzate?” che si è svolto presso la Camera dei Deputati.
L’esponente pentastellata ha evidenziato come negli ultimi mesi diverse vicende abbiano sollevato serie preoccupazioni, spingendo il M5S ad attivarsi con determinazione per fare chiarezza sulla situazione. Tra maggio e giugno 2025, il movimento ha presentato le prime interrogazioni parlamentari riguardo al cosiddetto “risiko” bancario, che ha visto il coinvolgimento diretto di alcune casse di previdenza.
Secondo Barzotti, le casse previdenziali non devono assolutamente essere trasformate in holding finanziarie, poiché questo comporterebbe uno snaturamento completo della loro funzione istituzionale.
Oltre a queste vicende, la deputata ha posto l’attenzione su altri elementi che meritano un’analisi approfondita. Tra questi, gli investimenti in fondi di private debt, che secondo i dati forniti dalla Covip ammontano a circa 2 miliardi di euro e risultano concentrati principalmente su pochi enti previdenziali.
Un altro caso che solleva interrogativi significativi è quello del Fondo “Fiorenzo Casella”, che secondo la parlamentare del M5S rappresenta un ulteriore segnale di criticità nel sistema.
Tutti questi elementi, ha concluso Barzotti, indicano chiaramente che il sistema delle casse previdenziali privatizzate necessita di maggiore trasparenza, di regole più stringenti e di una vigilanza realmente effettiva per tutelare gli interessi degli iscritti e garantire la sostenibilità del sistema pensionistico.
