(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli denuncia le misure del governo che colpiscono lavoro, pensioni e sanità.
“Con una mano il Governo introduce una ritenuta dell’1% su ogni pagamento tra imprese. La chiamano ‘anticipo d’imposta’, ma è una tassa sulla liquidità: i soldi vengono presi prima che tu sappia se hai guadagnato, prima di chiudere il bilancio, prima ancora di pagare le imposte dovute. Colpisce autonomi, professionisti e PMI che lavorano onestamente e vivono di cassa, non di rendite. E ha gettito solo perché lo Stato ammette che senza prelievo anticipato una parte di quelle imposte non le incasserebbe mai. Tradotto: sei colpevole fino a prova contraria.
Con l’altra mano il Governo mette mano alle pensioni, ma lo fa in silenzio. Dal 2031 i contributi riscattati per la laurea valgono sempre meno, fino a perdere due anni e mezzo dal 2035. E anche quando maturi i requisiti, la pensione non parte più: slitta di mesi, fino a sei. Non è una riforma, è un rinvio sistematico dell’assegno. È risparmio di spesa scaricato sulle generazioni future, scritto nei commi per non dirlo apertamente.
E mentre si chiede a chi lavora di pagare prima e di lavorare più a lungo, si taglia anche la sanità. Nel maxi-emendamento è scritto nero su bianco: meno 140 milioni di euro l’anno al Fondo per i farmaci innovativi, dal 2026 in poi. Meno risorse per terapie oncologiche, cure avanzate, farmaci salvavita. Altro che potenziamento del Servizio sanitario nazionale: qui si fa cassa anche sulla salute.
Il disegno è chiarissimo. Si anticipano le tasse a chi produce reddito, si rinvia la pensione a chi ha lavorato una vita, si riducono le risorse per chi si ammala. Tutto senza dirlo mai esplicitamente, nascosto dietro parole come ‘acconto’, ‘decorrenza’, ‘rimodulazione’.
Questa non è serietà di bilancio. È sfiducia istituzionalizzata verso lavoratori, imprese e cittadini. È uno Stato che non investe, non riforma, non cresce. Incassa prima, paga dopo, taglia dove fa meno rumore”.
