Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha espresso una dura critica nei confronti del Governo Meloni in merito all’iscrizione del “Sistema dei teatri condominiali all’italiana dell’Italia centrale” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Secondo la parlamentare, si tratta dell’ennesima occasione in cui l’esecutivo si mostra entusiasta per un riconoscimento internazionale, ma dietro la retorica e l’auto-incensamento si nasconderebbe una realtà ben diversa.
L’esponente pentastellata ha dichiarato che assistere alle esultanze dei ministri che parlano di primati mondiali e di super-potenza culturale farebbe quasi sorridere, se non ci fosse da piangere per lo stato reale in cui versano i beni culturali e lo spettacolo dal vivo nel nostro Paese.
Il riconoscimento dell’Unesco premia certamente la storia, l’eleganza architettonica e lo straordinario spirito democratico e comunitario delle generazioni passate che si autotassarono per costruire questi spazi, ma non può cancellare quello che Aloisio definisce l’assoluto disinteresse della destra per il futuro di queste strutture.
La senatrice ha posto un interrogativo diretto al Ministero della Cultura, chiedendosi cosa ne pensi dei tantissimi teatri storici e di prossimità che, lontano dai riflettori internazionali, restano chiusi, privi di fondi per la messa in sicurezza e svuotati di personale.
Dietro i tweet di circostanza, ha proseguito Aloisio, c’è un’Italia reale dove i piccoli centri e i borghi subiscono tagli lineari alle risorse destinate alle attività culturali e dove lo spettacolo dal vivo agonizza per la mancanza di una visione strutturale.
Secondo l’esponente del Movimento 5 Stelle, l’attuale esecutivo sarebbe bravissimo a raccogliere i frutti del passato e a capitalizzare i meriti storici dei territori, ma si dimentica sistematicamente di finanziare il presente.
La parlamentare ha concluso affermando che non bastano le targhe dell’Unesco, ma servono risorse certe, tutele per i lavoratori della cultura e un piano serio che eviti di trasformare questi gioielli in semplici musei polverosi a beneficio dei soli flussi turistici.
