Di Luca Franceschi
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I parchi naturali rappresentano molto più di semplici confini amministrativi, configurandosi come territori di eccellenza naturalistica, autentici scrigni di biodiversità e habitat preziosi per numerose specie animali e vegetali. Questi luoghi costituiscono inoltre presìdi avanzati nella lotta contro i mutamenti climatici, ed è per questo motivo che necessitano di una protezione adeguata.
La legge 394 del 1991 ha rappresentato un punto di svolta, costruendo un modello innovativo di tutela della natura in cui conservazione ambientale e sviluppo sostenibile hanno proceduto di pari passo. Tuttavia, oggi le aree protette si trovano ad affrontare la grande sfida della crisi climatica, assumendo il ruolo di infrastruttura naturale indispensabile per garantire la sicurezza ambientale e sociale del Paese.
La nuova proposta di legge nasce proprio da questa urgente necessità. La tutela della natura, infatti, non può essere affidata all’improvvisazione, ma richiede competenze specifiche, una pianificazione accurata e una visione di lungo periodo. Senza questi elementi fondamentali, ogni iniziativa rischia di rimanere confinata sulla carta, priva di concreta efficacia.
L’obiettivo della proposta non è stravolgere l’impianto normativo esistente, ma colmare le lacune che si sono create nel corso degli ultimi trent’anni. Si tratta di porre una pietra miliare non negoziabile, riportando la natura al centro dell’agenda politica come riferimento imprescindibile per le scelte del Paese.
Queste le dichiarazioni rese da Ilaria Fontana, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, durante la presentazione della proposta di legge di riforma della normativa sulla tutela dei parchi, a firma di Sergio Costa e della stessa Ilaria Fontana.
