Di Luca Franceschi
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Durante la conferenza stampa di presentazione della Carta per un mondo disarmato, svoltasi oggi alla Camera, la deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso ha illustrato l’impegno nato dall’ultima Marcia per la Pace Perugia-Assisi. L’iniziativa rappresenta una testimonianza concreta dell’impegno civile e politico delle donne per riappropriarsi di spazi che la storia ha loro sottratto nel corso del tempo.
Secondo la parlamentare, si tratta di spazi che soltanto le donne possono riempire adeguatamente, poiché soltanto loro sono in grado di consegnare all’umanità un sistema valoriale completamente alternativo, se non addirittura antagonista, rispetto a quello tradizionalmente maschile. Quest’ultimo è stato storicamente fondato su violenza, dominio, sopruso e guerra.
La Carta si pone l’obiettivo ambizioso di scardinare un orizzonte simbolico, partendo proprio dal linguaggio utilizzato. Un esempio significativo è rappresentato dal sottotitolo “Tessere un futuro di pace”, dove i concetti di tessere e unire si contrappongono nettamente a quelli di dividere e divisione, strumenti tipici di sopraffazione secondo l’antico principio del “divide et impera”.
L’importanza di questo documento si rivela ancora più cruciale nella fase storica attuale, in cui il mondo è nuovamente dominato dalla legge del più forte e da logiche di guerra e sterminio, logiche che si manifestano come misogine e disumanizzanti.
La deputata D’Orso ha concluso il suo intervento con un’osservazione critica rivolta a chi celebra il fatto che oggi ci siano più donne in posizioni di potere, sia nel governo italiano che nelle istituzioni europee. Secondo la parlamentare pentastellata, c’è poco da festeggiare se queste donne finiscono per promuovere gli stessi valori tipicamente maschili, talvolta facendolo persino peggio, anche per fenomeni di emulazione.
