(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il deputato Alfonso Colucci, capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali, ha dichiarato durante la dichiarazione di voto sul Ddl sulla carriera dirigenziale: “Quella che discutiamo oggi è una riforma del potere all’interno della Pubblica Amministrazione italiana: nessuna vera riorganizzazione amministrativa, nessun miglioramento dei servizi per i cittadini.
Questo Ddl è l’ennesima manovra di Giorgia Meloni per controllare la PA, cioè lo Stato, anziché migliorarla.
Davanti a una PA che perde competenze, che non riesce ad attrarre i giovani, che vede concorsi deserti, competenze che scappano via, stipendi bassi, territori scoperti, servizi in difficoltà, il Governo sceglie incredibilmente di puntare al controllo delle carriere e alla gestione del potere.
È lo stesso schema che vediamo ovunque nell’azione di questo Governo: centralizzare, verticalizzare, controllare, comandare.
Lo hanno fatto con l’Autonomia Differenziata, con i provvedimenti sull’immigrazione, con i decreti sicurezza, con le riforme sulla Corte dei Conti e sulla magistratura.
Ai lavoratori pubblici il governo chiede sempre di più, li controlla sempre di più, li valuta sempre di più, ma a loro dà sempre di meno.
Eppure l’occasione storica c’era, così come c’erano le risorse: quelle del Pnrr, i 209 miliardi di euro portati in Italia dal presidente Conte.
Cosa ne ha fatto il governo per la PA? Nulla.
Per noi del M5S la PA non è un apparato da sorvegliare, è un’istituzione da rafforzare con la trasparenza, una comunità pubblica professionale da valorizzare, da rendere credibile e attrattiva.
Una vera riforma avrebbe investito sulle persone, sulle competenze, sugli stipendi, sulla qualità del lavoro pubblico, sulla dignità di chi ogni giorno manda avanti lo Stato”.
