(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La decisione di occupare i vertici di alcuni musei statali, come la Galleria dell’Accademia, il Bargello e le Ville fiorentine, con esponenti politici di Fdi non eletti in occasione delle ultime competizioni elettorali è preoccupante.
La cultura non deve essere una porta scorrevole di scarti politici ma un consesso serio, scevro da ogni sospetto e soprattutto crocevia di uomini e donne dotati delle migliori competenze nel nostro Paese.
Non possiamo accettare che si privilegino logiche di appartenenza politica a scapito del merito, della competenza e della comprovata esperienza nel campo dei beni culturali, elementi fondamentali per garantire qualità, tutela e valorizzazione del patrimonio nazionale.
Diverse nomine licenziate dal ministro Giuli, invece, alimentano seri dubbi sull’indipendenza di gestione e sulla percezione pubblica di una leadership sempre più legata a tornaconti partitiche che a criteri di merito.
Invito il ministro a fornire quanto prima chiarimenti ufficiali sui criteri seguiti, sull’esistenza di procedure di selezione trasparenti e su come si intenda assicurare che la tutela e la valorizzazione del patrimonio non siano influenzate da fazioni politiche, affinché i musei possano restare luoghi di studio, conservazione e arricchimento collettivo e non scivoli di certa politica.
Così la senatrice M5S Vincenza Aloisio.
