Di Luca Franceschi
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Le politiche del governo Meloni sull’immigrazione continuano a procedere attraverso improvvisazioni e forzature, senza mostrare risultati concreti né una gestione ordinata e lungimirante capace di coniugare la sicurezza collettiva con il rispetto dei diritti umani e l’integrazione.
Nel Mediterraneo, dall’inizio del 2026, sono morte quasi mille persone, una cifra che rappresenta un tragico record negli ultimi dieci anni. Nonostante questa drammatica emergenza umanitaria, il governo persiste nella politica di sequestro delle imbarcazioni delle organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio di vite in mare.
L’ultimo episodio riguarda la barca Aurora dell’ong Sea Watch, un piccolo mezzo di soccorso utilizzato da un gruppo ristretto di volontari per portare in salvo persone in pericolo. Dopo aver soccorso 44 persone bloccate sulla piattaforma petrolifera Didon e aver raggiunto il porto di Lampedusa, l’imbarcazione è stata sequestrata per 45 giorni dalle autorità italiane.
I tribunali italiani hanno già dichiarato illegittimi i sequestri amministrativi e le sanzioni pecuniarie previste dall’attuale governo. L’obbligo di soccorso in mare e la necessità di garantire un porto sicuro prevalgono sulle normative nazionali che appaiono frutto di miopia politica e propaganda.
Risulta inoltre inaccettabile l’imposizione alle organizzazioni non governative di comunicare con le milizie libiche, responsabili di attacchi contro le imbarcazioni umanitarie e di ripetute violazioni dei diritti umani.
Lo ha dichiarato la deputata siciliana del Movimento 5 Stelle Ida Carmina.
