Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle presenta un’interrogazione parlamentare per bloccare il rinnovo automatico del Memorandum d’intesa tra Italia e Israele in materia di cooperazione militare e della difesa. L’iniziativa, annunciata dal senatore Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, mira a fare chiarezza su un accordo che dal 13 aprile rischia di essere rinnovato automaticamente per altri cinque anni.
L’interrogazione a risposta orale in Aula sarà rivolta al Ministro della Difesa per ottenere trasparenza su un’intesa che riguarda aspetti cruciali della cooperazione tra i due Paesi: militare, industriale, tecnologica, addestrativa e informativa. Secondo Turco, questo accordo assume oggi un rilievo politico, morale e giuridico di particolare gravità, considerando gli sviluppi della situazione in Medio Oriente e le contestazioni internazionali rivolte al governo israeliano.
Il contesto internazionale rende la questione particolarmente delicata. Con il procedimento in corso presso la Corte internazionale di giustizia e le pesanti accuse formulate in sede internazionale sulla condotta di Israele a Gaza, il governo italiano non può più permettersi di mantenere il silenzio o posizioni ambigue sulla questione.
I pentastellati chiedono chiarimenti precisi sui termini e le modalità attraverso cui l’Italia possa impedire il rinnovo automatico del Memorandum. L’interrogazione richiederà inoltre dettagli sulle attività concrete svolte negli ultimi cinque anni in attuazione dell’accordo, sugli accordi attuativi o programmi congiunti attualmente vigenti e su eventuali atti, autorizzazioni o forme di cooperazione riconducibili all’intesa dal 2022 a oggi.
La posizione del M5S è netta: Parlamento e cittadini non possono rimanere all’oscuro su un accordo che investe il settore militare e della difesa in una fase così drammatica sul piano internazionale. Permettere che il Memorandum si rinnovi nel silenzio generale costituirebbe, secondo Turco, una scelta politica gravissima, incompatibile con i principi costituzionali, con il dovere di coerenza internazionale dell’Italia e con la tutela dei diritti umani.
L’interrogazione rappresenta quindi un ultimatum politico al governo: dichiarare apertamente se intende fermare il rinnovo del Memorandum con Israele oppure assumersi completamente la responsabilità politica di mantenerlo in vigore.
