Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha lanciato una dura critica nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di incoerenza rispetto alla sua posizione sull’Unione Europea.
Secondo Appendino, Meloni avrebbe scoperto solo ora che l’Unione Europea è un gigante burocratico, miope e distante. La parlamentare pentastellata condivide questa analisi, ma sottolinea una differenza fondamentale: Meloni e il suo partito in Europa governano, esprimono Raffaele Fitto come Vicepresidente e plasmano le politiche di Ursula von der Leyen, andando a braccetto con la presidente della Commissione e rivendicando questo modello come simbolo di stabilità europea.
La deputata M5S ha quindi rimarcato che la maggioranza di governo non è vittima di questa Europa, ma corresponsabile di quello che definisce come l’uccisione dell’Europa a colpi di Patto di stabilità, riarmo e accordi sui dazi.
Appendino ha poi accusato Meloni di tentare di riscrivere la storia, come se non avesse mai avuto un ruolo nelle scelte di Bruxelles. Per questo motivo, se la denuncia della presidente del Consiglio non è l’ennesima farsa a uso interno, la parlamentare del Movimento 5 Stelle ha chiesto un segnale politico concreto.
La richiesta è chiara: Meloni dovrebbe chiedere a Raffaele Fitto di fare un passo indietro e di rinunciare alla vicepresidenza della Commissione europea. Secondo Appendino, non si può fare la parte del capopopolo contro Bruxelles mentre si occupa comodamente una poltrona nella sua cabina di regia.
