Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ribadisce il proprio sostegno al protocollo “Liberi di scegliere”, un’iniziativa che fin dall’inizio della legislatura ha trovato nella forza politica un convinto alleato. A confermarlo è stata la deputata Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, intervenuta durante la discussione generale sulla proposta di legge dedicata al tema.
Il M5S ha dimostrato concretamente il proprio impegno presentando una proposta di legge a prima firma Ascari nei primi giorni di legislatura. Non solo: in occasione di ogni Legge di Bilancio sono stati presentati emendamenti specifici per istituire un fondo destinato a sostenere le misure di protezione e il sostegno economico dei soggetti beneficiari del protocollo.
Secondo D’Orso, è fondamentale dare finalmente una cornice legislativa a un’attività che fino ad oggi è stata portata avanti con merito da alcuni magistrati minorili particolarmente lungimiranti. Quando la proposta di legge elaborata dalla commissione Antimafia è stata sottoposta alla commissione Giustizia, il Movimento ha immediatamente sollevato il problema dell’assenza di copertura economica, segnalando che senza adeguati fondi la proposta rischiava di rimanere solo propaganda.
La soddisfazione del Movimento è evidente per aver ottenuto ascolto su questo punto cruciale e per aver trovato la disponibilità a cercare le necessarie coperture economiche. Senza risorse adeguate, infatti, risulta impossibile far comprendere ai giovani coinvolti quanto sia più conveniente e gratificante abbracciare una vita piena, alla luce del sole e all’insegna della legalità, rispetto a un’esistenza sconveniente, buia e mortifera nel solco della criminalità organizzata.
Ora che il testo è approdato all’aula della Camera, il Movimento 5 Stelle auspica di trovare la disponibilità della maggioranza su altri due punti considerati critici. Il primo riguarda quello che viene definito un grave errore: l’eliminazione della possibilità di adottare in via d’urgenza le misure di protezione, come l’allontanamento dalla famiglia e il collocamento in località protetta.
Il secondo punto critico riguarda l’estensione della proposta a realtà diverse dalle mafie, una scelta che secondo D’Orso rischia di snaturare la portata del provvedimento e indebolirne l’efficacia. Per questo la deputata ha lanciato un appello a compiere l’ultimo sforzo necessario per dare forza e concretezza al Protocollo, affinché possa davvero fare la differenza nella vita dei minori coinvolti.
