Di Luca Franceschi
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Nel giorno della nascita di Giovanni Falcone e a dieci anni dall’attentato mafioso contro Giuseppe Antoci, arriva un richiamo forte alla memoria e alla responsabilità collettiva, particolarmente sentito in Sicilia.
Il pensiero va a tutti coloro che continuano a pagare sulla propria pelle la scelta coraggiosa di sfidare le organizzazioni mafiose. L’eredità di Falcone rappresenta un insegnamento fondamentale: la criminalità organizzata non è invincibile.
Tuttavia, per vincere questa battaglia è indispensabile poter contare su istituzioni credibili e su un sostegno concreto a chi si espone in prima linea. La lotta alla mafia richiede presenza costante e supporto effettivo da parte dello Stato.
Il modo più autentico per onorare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata non può limitarsi alla retorica delle commemorazioni. È necessario invece garantire che lo Stato non abbandoni mai coloro che ogni giorno combattono contro tutte le mafie.
Questa dichiarazione del Segretario di Presidenza del Senato sottolinea l’urgenza di un impegno concreto e continuativo, che vada oltre i momenti celebrativi per tradursi in azioni quotidiane di sostegno e protezione verso chi sceglie la strada della legalità e della giustizia.
