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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «LAVORO, CASTELLONE (M5S): GIOVANI IN BASSO SCALA SOCIALE MA GOVERNO SPERPERA IN ARMI»

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10.31 - venerdì 22 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il mercato del lavoro italiano presenta disfunzioni evidenti e innegabili. Mentre l’Intelligenza artificiale conquista sempre più spazio, i giovani vengono progressivamente spinti verso il basso della scala sociale, in un processo che sta compromettendo il futuro del Paese.

A lanciare l’allarme è la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone del Movimento 5 Stelle, intervenuta a Radio anch’io su Rai Radio 1. La senatrice ha evidenziato come negli ultimi anni la crescita occupazionale abbia riguardato prevalentemente gli Over 50, un fenomeno accentuato dalle ripetute strette sui canali di pensionamento anticipato disposte dal Governo Meloni.

I dati sulla disoccupazione giovanile sono allarmanti. Solo nel periodo compreso tra febbraio 2025 e febbraio 2026, gli occupati nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di 152mila unità. Un crollo che non può essere considerato casuale, ma che riflette scelte politiche ed economiche precise.

Il paradosso emerge con forza quando si confrontano le priorità di spesa del Governo. Mentre l’esecutivo si prepara ad aumentare le spese militari fino al 5% del Pil, l’Italia investe in ricerca e sviluppo appena l’1,4% del Prodotto interno lordo, di cui lo 0,9% proviene da investimenti privati. Una sproporzione che penalizza pesantemente l’innovazione e le opportunità per le nuove generazioni.

Le conseguenze di questa situazione sono drammatiche. Ogni anno moltissimi giovani altamente qualificati sono costretti a trasferirsi all’estero, dove trovano condizioni di lavoro e di vita decisamente migliori rispetto a quelle offerte dal nostro Paese.

La fotografia scattata dal rapporto annuale Istat è impietosa e non lascia spazio a interpretazioni. L’ascensore sociale, che per decenni ha rappresentato una caratteristica distintiva della società italiana, si è definitivamente rotto. Nei decenni passati, istruzione e formazione garantivano la possibilità di migliorare la propria condizione sociale, mentre oggi ragazze e ragazzi stanno peggio dei propri genitori.

Un dato su tutti evidenzia la gravità della situazione: oltre il 50% dei giovani guadagna meno di 1.000 euro al mese. Una retribuzione che non permette né l’autonomia né la costruzione di un futuro stabile.

Questa situazione, ha concluso Castellone, mette un freno a quel processo di innovazione di cui il Paese ha disperatamente bisogno, condannandolo a finire in un vicolo cieco da cui sarà sempre più difficile uscire.

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