Di Luca Franceschi
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I dati Istat relativi all’inflazione di aprile dipingono uno scenario preoccupante per le famiglie italiane. L’indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dell’1,1% su base mensile e del 2,7% su base annua, con un impatto particolarmente pesante sui beni alimentari non lavorati.
A lanciare l’allarme è Sabrina Licheri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Industria e Agricoltura al Senato, che non risparmia critiche al governo e ironizza sull’efficacia del “carrello tricolore” lanciato nel 2023, definendo disastrosi i risultati delle politiche dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Gli aumenti colpiscono duramente i prodotti essenziali: verdure, pesce, carne, legumi e uova hanno subito rincari significativi, gravando pesantemente sul bilancio delle famiglie. Secondo la parlamentare pentastellata, si tratta di una “legnata” che non può essere attribuita esclusivamente alle tensioni geopolitiche.
Dal 2021 al 2025 il costo complessivo del carrello della spesa è lievitato del 25%. Se il conflitto nella zona di Hormuz ha certamente aggravato la situazione, secondo Licheri la responsabilità principale ricade sulle scelte del governo in materia di energia, carburanti, tasse, sostegno alle imprese e politiche salariali, ambiti in cui l’esecutivo “non ne ha indovinata una”.
Particolarmente dura la critica alle priorità di spesa dell’esecutivo. La capogruppo M5S definisce “lunare” la posizione di ministri come Crosetto che, proprio in questo momento di difficoltà economica per i cittadini, antepongono le spese per la difesa a quelle necessarie per affrontare lo shock energetico.
Il riferimento alla recente visita al supermercato della premier Meloni diventa l’occasione per un invito polemico ma significativo: tornare a guardare con attenzione i prezzi sugli scaffali, magari portando con sé la carta fedeltà per approfittare delle offerte, come sono costretti a fare milioni di italiani per far quadrare i conti della spesa quotidiana.
