Di Luca Franceschi
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Il dato diffuso dall’Istat rivela una situazione preoccupante per il mercato del lavoro italiano: nel 2025 il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni si trovava a rischio di povertà lavorativa. Un risultato che evidenzia le criticità delle politiche economiche e del lavoro adottate negli ultimi anni.
La deputata del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro, Valentina Barzotti, ha commentato duramente questi numeri, definendoli la certificazione del fallimento delle strategie governative. Secondo la parlamentare, le scelte politiche degli ultimi anni hanno sistematicamente evitato l’introduzione del salario minimo, privilegiando invece una linea di moderazione salariale che ha portato alla compressione di diritti e stipendi.
La situazione descritta dai dati Istat tocca milioni di cittadini italiani, per i quali il lavoro non rappresenta più una garanzia di vita dignitosa. Una condizione che, secondo Barzotti, dimostra l’urgente necessità di un intervento strutturale per affrontare il problema alla radice.
Particolarmente critico il timing delle eventuali misure correttive che il Governo starebbe valutando. La deputata del M5S ha sottolineato come sia paradossale che, in prossimità del 1º maggio, festa del lavoro, l’esecutivo stia solo ora iniziando a ragionare su possibili soluzioni, con quasi quattro anni di ritardo rispetto all’emergere del problema.
Questa tardiva presa di coscienza, però, non può cancellare le responsabilità politiche accumulate nel tempo, responsabilità che hanno contribuito a creare una situazione in cui lavorare non garantisce più l’uscita dalla condizione di povertà per una percentuale significativa della popolazione attiva italiana.
