Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Barzotti è intervenuta oggi in Aula in occasione della giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro, ribadendo la necessità di riportare il lavoro a una dimensione più umana. Secondo la parlamentare, è fondamentale riscoprire il lavoro come valore e fonte di arricchimento per la persona, evitando che diventi motivo di mortificazione.
Il tema della salute e della sicurezza sul lavoro si intreccia inevitabilmente con quello del lavoro povero. In Italia sono oltre 6 milioni i lavoratori che non arrivano a guadagnare 1.000 euro al mese. Inoltre, secondo i dati Istat, tra il 2021 e il 2025 le retribuzioni reali si sono ridotte del 7,8 per cento.
Quando si parla di lavoro povero, ha spiegato Barzotti, si parla anche della sua scarsa qualità. Basti pensare ai lavoratori dei servizi fiduciari, alle guardie giurate e ai rider. A chi sostiene che gli incidenti mortali siano diminuiti, circostanza peraltro smentita dai numeri, la deputata pentastellata ha ricordato che in questi anni sono aumentate drasticamente le malattie professionali e gli infortuni in itinere.
Proprio nella giornata odierna l’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha diffuso il rapporto sui rischi psico-sociali del lavoro, che purtroppo vengono ancora sottovalutati. Per questo motivo, tra le proposte avanzate dal M5S dal 2022 c’è quella di rendere il lavoro da remoto un diritto ogni qualvolta la mansione lo permetta, di istituire la Procura del lavoro e l’omicidio sul lavoro, e di introdurre il salario minimo come argine allo sfruttamento.
Il Movimento 5 Stelle condivide la proposta della presidente Gribaudo di istituire il gratuito patrocinio per le vittime sui luoghi di lavoro, auspicando che trovi convergenza all’interno del Parlamento. Si tratta di un primo passo importante che però non basta se non si mette fine alla mercificazione imperante a cui si assiste inermi.
Non servono misure spot o di Palazzo, come quelle viste in questi anni e lontane dal lavoro reale, ha concluso Barzotti, ma un intervento organico che rimetta al centro le persone e tuteli la salute fisica e mentale dei lavoratori.
