(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Purtroppo quando si parla di industria il governo Meloni colleziona un inciampo dietro l’altro. Dopo tanti proclami sul piano Transizione 5.0 congegnato da Urso, ci ritroviamo a febbraio con il decreto attuativo ancora al palo. E con il Mef che prova a fare i conti rispetto al requisito dell’origine Ue dei beni strumentali che le imprese possono acquistare con gli incentivi del piano.
Su di esso, la sfilza di errori di Urso è palese: nato già con un percorso burocratico a ostacoli, è stato più volte rivisto e riscritto, ma a quanto pare il risultato non cambia.
L’inconcludenza di Urso appare in tutta la sua drammaticità anche rispetto alle politiche industriali legate all’automotive, per la verità nulle in questi tre anni. In questo lasso di tempo, Urso ha combattuto a testa bassa la sua battaglia contro l’elettrico e le regole Ue, ottenendone anche la parziale revisione.
Oggi però i Ceo di Volkswagen e Stellantis chiedono a Bruxelles un’etichetta Ue specifica per l’elettrico e incentivi a pioggia sulla base di essa, al fine di contrastare l’invasione di auto provenienti dall’Asia. In sostanza, i colossi Ue dell’auto reclamano il contrario “dell’Urso pensiero”, perché sanno benissimo che con la difesa a oltranza del motore endotermico non si va da nessuna parte.
Un’altra dimostrazione dell’inadeguatezza dell’inquilino del Mimit”. Così in una nota la senatrice Sabrina Licheri, capogruppo M5s in comm. Industria e Agricoltura.
