(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Se persino Larry Fink, CEO di BlackRock, avverte che la crescita rapida dell’intelligenza artificiale può danneggiare la classe lavoratrice e che i guadagni rischiano di non essere distribuiti, significa che la politica deve smettere di inseguire gli slogan e iniziare a governare la transizione del lavoro con strumenti concreti.
L’unica vera arma contro l’aumento del divario tra le diverse classi è una transizione giusta basata su formazione continua e ridistribuzione equa: la formazione deve diventare un diritto esigibile, pagato e accessibile, con percorsi rapidi di riqualificazione e certificazione delle competenze, perché chi viene spinto fuori da un settore possa rientrare in un altro senza perdere dignità e prospettiva.
Serve un reddito universale come rete di sicurezza nei passaggi tra lavori, per evitare che il costo dell’innovazione ricada sempre sugli stessi e per rafforzare il potere contrattuale di chi lavora.
Se anche uno dei più grandi attori della finanza globale vede il rischio di una ricchezza concentrata in alto, allora è ancora più evidente che avevamo ragione da tempo: formazione garantita e reddito universale, finanziati da una redistribuzione dall’alto verso il basso, sono la base per non lasciare indietro nessuno”.
Così in una nota i deputati Antonino Iaria e Emma Pavanelli, capigruppo rispettivamente in commissione Trasporti-Telecomunicazioni e Attività Produttive.
