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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «GIUSTIZIA, SCARPINATO (M5S): UNA COALIZIONE CONTRO LE SCHIFORME»

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13.16 - giovedì 7 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato ha lanciato un duro attacco alle riforme sulla giustizia approvate dall’attuale maggioranza di governo, in un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano.

Secondo Scarpinato, tre sono le principali preoccupazioni dei colletti bianchi corrotti e collusi: i collaboratori di giustizia, le intercettazioni e l’incontrollabilità della magistratura garantita dall’indipendenza costituzionale. Dal suo insediamento, la maggioranza di governo si sarebbe impegnata sistematicamente per neutralizzare questi tre fattori.

Nel dicembre 2022 sarebbe stato azzerato il rischio che i condannati per associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione potessero collaborare con la giustizia. Contemporaneamente, la collaborazione dei condannati per reati di mafia sarebbe stata fortemente disincentivata, concedendo ai boss ergastolani la possibilità di accedere ai benefici penitenziari senza necessità di collaborare.

Il senatore ha poi richiamato l’attenzione sul caso di Bernardo Pace, colletto bianco di altissimo livello trovato morto nella sua cella dopo aver iniziato a collaborare con la Procura di Milano. Pace stava per fare rivelazioni di grande rilevanza sulle complicità eccellenti di Messina Denaro, di vertici della ‘Ndrangheta e del clan Senese. Una morte misteriosa che, secondo Scarpinato, suona come un monito per altri potenziali collaboratori.

Dopo essersi occupata dei collaboratori di giustizia, la maggioranza avrebbe prodotto una serie di leggi il cui effetto combinato sarebbe stato quello di disinnescare le intercettazioni, l’unico strumento in grado di perforare lo scudo di omertà trasversale che protegge i colletti bianchi dalle indagini della magistratura.

I segnali di allarme lanciati ripetutamente da magistrati di prima linea, prima ancora della recente lettera del Procuratore Nazionale Antimafia, sarebbero stati ignorati anche grazie alla vigile indifferenza di una Commissione Antimafia tenuta in ostaggio dalla stessa maggioranza. Un mix di indifferenza e arroganza che avrebbe caratterizzato quella che sembrava una marcia trionfale verso la vittoria del Sì al referendum.

Tuttavia, la maggioranza degli italiani ha infranto questi sogni di onnipotenza e impunità con il voto referendario. Scarpinato ritiene che una coalizione politica che voglia accreditarsi come credibile alternativa dovrebbe cogliere il segnale venuto dal Paese, assumendo un impegno chiaro dinanzi agli elettori: abrogare nei primi cento giorni di legislatura tutte le riforme di questa maggioranza di governo, restituendo credibilità allo Stato e alla politica.

Il senatore conclude affermando che occorre mettere insieme una coalizione che, assumendo come bandiera unificante la Costituzione, sappia assumere su di sé il compito di completare questo percorso, riuscendo così a convincere anche i tanti, i troppi delusi che non vanno più a votare.

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