(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle non si ferma sulla questione del possibile spionaggio ai danni dei magistrati e presenta una nuova interrogazione al Senato dopo la mancata risposta del governo in commissione Giustizia alla Camera.
“Ieri in commissione Giustizia alla Camera il governo anzichè rispondere alla nostra interrogazione sul programma gestionale Ecm, installato sui circa 40 mila computer dell’amministrazione giustizia e in particolare su quelli dei magistrati, ha lanciato accuse fantasiose e affermato evidenti falsità”, denunciano i rappresentanti pentastellati.
“E allora noi non ci fermiamo e presentiamo un’altra interrogazione al Senato perchè, in base a quanto ricostruito in dettaglio dalla trasmissione Report, siamo di fronte a ipotesi gravissime di violazioni della riservatezza delle indagini della magistratura”, proseguono i parlamentari del M5S.
“Se confermati, gli elementi emersi configurerebbero l’esistenza del pericolo di uno spionaggio attivabile per carpire informazioni sulle attività di indagine concernenti temi politicamente sensibili, oltre che costituire una falla usufruibile dalle forme più sofisticate di criminalità”, evidenziano.
Il Movimento chiede chiarimenti specifici: “Vogliamo sapere se sia stata promossa un’indagine interna per la puntuale ricostruzione della vicenda e se il Governo può confermare che il software ECM non sia stato disattivato nonostante la segnalazione del 2024. Se la risposta è negativa, il governo deve dire perché e su disposizione di chi non siano state assunte iniziative”.
“Bisogna capire se risulti l’esistenza di documentazione ministeriale attestante che era stata comunicata la possibilità di accesso da remoto senza alert”, aggiungono i parlamentari pentastellati.
“Inoltre, chiediamo di sapere se sia stato effettuato un controllo per verificare se l’esperimento effettuato dal magistrato piemontese abbia lasciato tracce informatiche”, specificano.
Particolare attenzione viene rivolta alle indagini più sensibili: “Ancora, è doveroso che il governo dica se siano state svolte verifiche a campione su eventuali controlli occulti da remoto su computer di magistrati, e, in particolare, sui computer dei magistrati che hanno condotto indagini sull’Agenzia Equalize, sulla cosiddetta Squadra Fiore, sull’uso illegale del software spia di Paragon o sui computer dei magistrati che hanno svolto indagini che hanno coinvolto esponenti politici e la criminalità organizzata”.
“Infine, chiediamo quali iniziative urgenti intenda adottare il governo per sospendere l’uso del programma gestionale Ecm e per garantire la sicurezza dei sistemi informatici della magistratura”, concludono Anna Bilotti, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato, rappresentanti del M5S nella commissione Giustizia del Senato.
