(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Replicando alla nostra interrogazione in commissione Giustizia, la sottosegretaria che rappresentava il governo non ha fornito nemmeno una risposta alle domande che abbiamo posto sul programma gestionale Ecm, installato sui circa 40 mila computer dell’amministrazione giustizia, che sembra essere in grado di videosorvegliare l’attività degli operatori della giustizia, in particolare quella dei magistrati. In compenso abbiamo ascoltato varie falsità e attacchi scomposti da parte di chi dovrebbe solo dare risposte serie”.
Lo affermano le deputate del M5S Stefania Ascari e Valentina D’Orso.
“Il governo – aggiungono – non può negare in modo spudorato e superficiale le evidenze che Report ha mostrato domenica scorsa. Se hanno prove e riscontri concreti, li tirino fuori. Altrimenti le ombre sul ministero della Giustizia e su Palazzo Chigi aumentano.
È stato dimostrato che i computer sono vulnerabili senza autorizzazione all’accesso e senza traccia, l’allarme emerso nel 2024 sarebbe stato messo a tacere dai dirigenti del Ministero della Giustizia su richiesta, secondo quanto raccontato da un dirigente ministeriale, della Presidenza del Consiglio.
Un testimone chiave ha detto che ‘i giudici tutti non sanno che mentre pensano di essere da soli nella loro stanza a fare il loro lavoro c’è sempre puntato un occhio vigile sui loro computer’.
Il governo deve dire a tutta Italia e in modo chiaro e trasparente perché il ministero della Giustizia ha secretato gli atti relativi al gestionale Ecm, che ruolo ha avuto Palazzo Chigi, se esiste un registro degli accessi eventualmente compiuti sui computer degli uffici giudiziari e se sono state fatte le necessarie verifiche.
Oggi il governo ha negato tutto in modo incredibile e arrogante e questo non può che far crescere la preoccupazione sulla riservatezza del lavoro della magistratura”.
