(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Da due anni assistiamo al tracollo raccapricciante del servizio ferroviario tra guasti, ritardi, disagi e stazioni ridotte a luoghi di disperazione.
Il ministro Salvini, che in questi giorni è più impegnato a dare il tormento ai nostri atleti impegnati alle Olimpiadi invece di occuparsi di trasporti, ha sempre giustificato il boom di disagi sulla rete a causa del record di cantieri aperti.
Oggi da un articolo di Repubblica apprendiamo di una task force “carbonara” tra l’ad di Fs Donnarumma, Salini di Webuild e il ministro Giorgetti, convocata in tutta fretta per affrontare quello che sarebbe un quadro tragico tra l’esplosione dei costi dei cantieri già ultimati o ancora attivi, una situazione debitoria da far tremare i polsi, e il rischio concreto che interventi progettati ma non avviati rimangano solo su carta nei prossimi anni.
Serve un’operazione trasparenza: il governo sullo stato della nostra rete ferroviaria e del suo ammodernamento ci ha già raccontato sin troppe frottole.
Se c’è un problema finanziario con il Pnrr e, più in generale, con tutti i lavori programmati, i cittadini hanno diritto di saperlo, a cominciare da coloro che sulle nostre ferrovie ci lavorano.
In particolar modo serve chiarezza da quell’esecutivo che, sconsideratamente, ha deciso di mettere in freezer 15 miliardi per un’opera delirante come il ponte sullo Stretto.
Giorgetti, Salvini e Meloni, o chi per essi, devono venire subito in Parlamento a chiarire.
È l’ora della trasparenza, non degli illusionismi.
