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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «FLORIDIA: MI DIMETTO DA PRESIDENTE VIGILANZA RAI»

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13.50 - giovedì 2 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Barbara Floridia ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, consegnando la comunicazione ufficiale ai Presidenti del Senato e della Camera. La senatrice del Movimento 5 Stelle ha definito la sua scelta sofferta ma necessaria e inevitabile, sottolineando come restare e denunciare non sia più servito.

La decisione nasce dalla volontà di dare un segnale forte di fronte a quello che Floridia definisce l’uso spregiudicato e arrogante delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari da parte della maggioranza. La senatrice ha spiegato di sentire vivo dentro di sé l’onore e la disciplina dovuti al ruolo ricoperto, ragioni che non le permettono di restare a guardare impotente.

Nel suo lungo intervento, Floridia ha ripercorso i tentativi fatti per consentire alla Commissione di funzionare, sottolineando di aver cercato in tutti i modi il dialogo, resistendo alle provocazioni e agli ostacoli. Ha lottato con tutte le sue forze per permettere a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni, tentando in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico.

La presidente uscente ha denunciato pubblicamente con ardore la situazione, ma ritiene ormai evidente che alla maggioranza manchino alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari.

Il boicottaggio sistematico della Commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non le consentono più di andare oltre. Da quasi due anni le forze che sostengono il Governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla Presidenza della Rai.

Il blocco, secondo Floridia, non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali, né per divergenze sul merito delle questioni, ma solo per ricatto. Non era mai accaduto nella storia della Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa, e la presidente con esso.

Non ha più alcun senso, secondo la senatrice, presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone.

Floridia ha inoltre evidenziato come incomba una infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia, il Media Freedom Act, che vige da ormai un anno senza che la maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo.

Nel frattempo, ha proseguito, si assiste a uno degli spettacoli più desolanti nella storia recente del servizio pubblico senza poter dare seguito a richieste di audizioni e di chiarimenti. Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l’appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l’indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali.

Chi ha potuto se n’è andato, compresi i telespettatori, ha affermato Floridia. Ad altri è stata mostrata brutalmente l’uscita. La cosa che più l’ha colpita è stata vedere professioniste e professionisti che da anni tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta essere messi ai margini, isolati, umiliati, sottoposti a pressioni continue e inaccettabili.

Mentre a qualcuno venivano stesi tappeti rossi e garantiti ponti d’oro per programmi che si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti. Scelte che nei prossimi palinsesti sono clamorosamente confermate.

Alla domanda sul perché abbia scelto proprio questo momento, Floridia ha risposto che la misura è colma. Perché manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo.

La senatrice ha dichiarato di non essere disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai.

Floridia ha chiesto di non considerare queste dimissioni una resa, perché non lo sono. Le considera un atto di libertà e di denuncia. Di libertà, perché le ritiene il monito per difendere un diritto importante: quello dei cittadini di essere liberamente informati e non manipolati. Di denuncia, perché considera ciò che è accaduto alla Commissione di Vigilanza un pericoloso precedente che non si può sottovalutare.

Una ferita istituzionale che colpisce la democrazia e le istituzioni, ma che avremo il dovere e la responsabilità di rimarginare, ha concluso la senatrice nel suo annuncio pubblicato sui canali social.

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