Di Luca Franceschi
///
La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia ha commentato con toni critici la decisione del governo di sospendere il memorandum militare con Israele, sottolineando come sia stato necessario il referendum per spingere la premier Giorgia Meloni a questa scelta.
“Ci voleva il referendum per fare svegliare Giorgia Meloni e sospendere il memorandum militare con Israele. Evidentemente non bastava un genocidio che nei fatti è tuttora in corso”, ha dichiarato la parlamentare pentastellata.
Floridia ha ricordato come il Movimento 5 Stelle avesse da tempo sollecitato l’interruzione dei rapporti militari con quello che definisce “uno stato genocida”, rivendicando la correttezza della posizione assunta dal partito.
La senatrice ha poi accusato la premier di cercare di “rifarsi il trucco” con questa decisione tardiva, suggerendo che si tratti di una mossa di carattere più politico che sostanziale.
L’esponente del M5S ha inoltre evidenziato le difficoltà di Meloni nei rapporti internazionali, facendo riferimento alle tensioni emerse con il presidente americano Donald Trump. “Ora anche il ponte con Trump è crollato: difendendo il Papa ha fatto arrabbiare il suo presidente Usa”, ha osservato Floridia.
“La pontiera sta fallendo anche su questo”, ha aggiunto la senatrice, riferendosi al ruolo che la premier si è attribuita nei rapporti diplomatici internazionali.
Tuttavia, Floridia ha concluso con una considerazione sui rapporti tra Meloni e Trump, affermando che “l’impressione è che l’amore tra Giorgia e Donald non sia del tutto finito e che questa possa essere una crisi passeggera”.
