Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, presidente della commissione di vigilanza Rai, ha lanciato dure accuse nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul tema della censura.
Secondo Floridia, la premier sarebbe l’ultima persona che potrebbe permettersi di parlare di censura. La critica arriva dopo che Meloni si è scagliata contro la fiera “Più libri più liberi”, in quella che viene definita un’operazione per inseguire il consenso di Vannacci.
La presidente della commissione di vigilanza Rai sottolinea come Meloni non abbia proferito una sola parola sulla censura, definita dal sapore fascista, esercitata dai parlamentari del suo partito nei confronti della stessa commissione di vigilanza Rai.
Floridia richiama l’attenzione anche sul silenzio della presidente del Consiglio riguardo alla censura, alle intimidazioni e al mobbing subiti da alcuni giornalisti della RAI e di altre testate.
Un altro punto sollevato dalla senatrice pentastellata riguarda l’assenza di prese di posizione da parte di Meloni sulle querele temerarie, citando come esempio la richiesta definita abnorme e spropositata avanzata dai legali di Nicole Minetti nei confronti de Il Fatto Quotidiano.
La conclusione di Floridia è netta: solo quando la presidente del Consiglio avrà affrontato pubblicamente tutti questi casi, allora forse potrà permettersi di parlare di censura. Fino a quel momento, secondo la senatrice del M5S, sarebbe più opportuno che tacesse.
