Di Luca Franceschi
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La maggioranza di centrodestra ha deciso di riaprire i termini per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge sul fine vita firmata da Zanettin e Zullo. Questa scelta evidenzia come all’interno della coalizione manchino convergenze definite e come le diverse anime politiche esprimano posizioni molto distanti tra loro su un tema così delicato.
La preoccupazione espressa da Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato e rappresentante del Movimento 5 Stelle, riguarda il rischio concreto che questo tentativo di trovare un accordo interno nasconda in realtà la volontà di rinviare ulteriormente la discussione, allontanando nel tempo una decisione che invece appare urgente.
Chi attende questa normativa non può permettersi di aspettare ancora. La Conferenza dei Capigruppo ha già inserito il tema nel calendario dell’Aula del Senato per il 3 giugno prossimo, fissando dunque una data precisa per affrontare la questione.
Nel caso in cui la maggioranza dovesse proporre nuovi slittamenti, Castellone invita a dare priorità alla legge di iniziativa popolare già depositata in Senato. Questa proposta normativa è stata presentata grazie all’impegno dell’Associazione Luca Coscioni, che ha raccolto oltre 74mila firme di cittadini.
Qualora la politica non volesse assumersi le proprie responsabilità su un tema così importante, i cittadini hanno già dimostrato di essere pronti a farlo. La loro volontà è inequivocabile e si muove nella direzione già delineata dalle sentenze della Corte costituzionale, che hanno tracciato un percorso chiaro su questi temi.
Si discute spesso della scarsa partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese. Questo, secondo la vicepresidente del Senato, rappresenta il momento giusto per dimostrare concretamente che le istituzioni sono in grado di ascoltare e dare valore al contributo che arriva dalla società civile.
