(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La decisione del Tribunale di Milano che accoglie il ricorso dei cittadini di Taranto e dispone lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva da agosto rappresenta una svolta che il Movimento 5 Stelle aveva previsto e denunciato con fermezza.
Avevamo detto che l’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2025 era giuridicamente illegittima, costruita per garantire la continuità produttiva a carbone e non la tutela effettiva della salute.
Avevamo denunciato che quell’AIA non applicava in modo rigoroso il principio di precauzione, non affrontava adeguatamente le emissioni nei wind days, non prevedeva controlli realmente stringenti e rinviava ancora una volta gli interventi strutturali di messa in sicurezza.
Lo abbiamo fatto sostenendo i ricorsi dei cittadini e portando la questione nelle sedi istituzionali.
Oggi un Tribunale afferma che i rischi per la salute sono attuali e che la produzione deve fermarsi in assenza di misure idonee.
È una smentita pesantissima della linea del Governo Meloni, che per mesi ha minimizzato e blindato un’autorizzazione che ora viene nei fatti bocciata.
Non siamo di fronte a un incidente.
Siamo di fronte al fallimento di una scelta politica precisa: anteporre gli equilibri industriali e societari alla tutela della salute.
Non si può continuare a produrre e a generare margini in un quadro di permanente incertezza ambientale, scaricando sui cittadini e sui lavoratori il costo sanitario e sociale di decisioni sbagliate.
Ora il Governo deve assumersi la piena responsabilità politica delle scelte compiute e cambiare radicalmente rotta.
Non basta annunciare ricorsi o contestare le decisioni della magistratura.
La tutela della salute è un obbligo costituzionale, non una variabile subordinata alla continuità produttiva.
Serve una soluzione seria anche per i lavoratori e per l’intera città di Taranto.
Il futuro dell’acciaio non è il ciclo integrale a carbone.
Germania, Francia, Svezia e altri Paesi europei stanno presentando a Bruxelles progetti industriali per l’acciaio verde, con investimenti su idrogeno, tecnologie pulite e tutela occupazionale.
Il Governo italiano, invece di andare in Europa a firmare cambiali in bianco su piani di riarmo e sull’aumento delle spese militari, dovrebbe presentare un grande progetto europeo per la riconversione dell’ex Ilva, per l’acciaio green e per la rinascita industriale di Taranto.
Taranto non può più essere governata con decreti emergenziali e deroghe permanenti.
O si sceglie la salute, la legalità e la riconversione industriale, oppure si continua a condannare un territorio a pagare il prezzo dell’inerzia politica”.
Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
