(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il tribunale di Milano ha stabilito che dal 24 agosto 2026 la produzione dell’ex Ilva dovrà essere sospesa. Eppure il ministro della Giustizia Nordio, in visita ieri a Taranto, ha dichiarato di non saperne nulla.
Una scena surreale: Nordio ignora una decisione giudiziaria di tale portata che riguarda il più grande stabilimento siderurgico d’Europa.
È ancora più grave se si considera che proprio nei giorni scorsi un altro lavoratore ha perso la vita all’interno dello stabilimento, precipitando da oltre 15 metri.
Di fronte a tragedie che si ripetono e a una situazione industriale e giudiziaria sempre più drammatica, il ministro si trincera dietro l’alibi della campagna elettorale sul referendum sulla giustizia. È inaccettabile.
Questa vicenda dimostra ancora una volta la totale distanza del governo di Giorgia Meloni dai problemi reali di Taranto: sicurezza sul lavoro, salute dei cittadini, futuro industriale del territorio.
Taranto non merita superficialità e improvvisazione, ma rispetto. Il ministro Nordio chieda scusa ai lavoratori e ai cittadini per questa ennesima figuraccia istituzionale.
Lo dichiarano in una nota il senatore M5S Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, e il deputato Leonardo Donno, coordinatore regionale Puglia.
