Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche, ha lanciato un duro attacco al governo sulla gestione della crisi energetica e delle sue ripercussioni economiche.
Secondo Turco, l’esecutivo sta navigando a vista con misure insufficienti e poco concrete. Dal cosiddetto “decretino” bollette, definito impalpabile, a un decreto aiuti ancora tutto da scrivere, fino alla tanto pubblicizzata accisa mobile che rappresenta solo un “pannicello caldo” e che peraltro non è ancora stata attuata.
Il parlamentare pentastellato critica anche l’ennesimo minibonus destinato a una minima parte delle famiglie in difficoltà, la norma scritta sull’acqua riguardo al rimborso degli Enti del Terzo Settore e gli indefiniti crediti d’imposta agli autotrasportatori.
La situazione attuale vede il governo “completamente in bambola” di fronte alla crisi in Medio Oriente e alle sue conseguenze sull’economia nazionale. Una condizione aggravata dalla Manovra 2026 a impatto zero sulla crescita e dall’aumento delle accise sul gasolio, elementi che secondo Turco rappresentavano già “un terrificante biglietto da visita per il governo”.
Il quadro si è ulteriormente complicato con il petrolio stabilmente intorno ai 100 dollari al barile, l’incremento generalizzato del prezzo dei carburanti, un esecutivo che continua a fare cassa sui contribuenti attraverso Iva e accise, e la persistente questione degli extraprofitti energetici che hanno messo “il carico da novanta” alla situazione.
La proposta di Turco è chiara: basta con i “decretini” bollette e aiuti. Il governo deve prendere atto che servono “soldi veri” per aiutare concretamente famiglie e imprese. Le soluzioni proposte includono la tassazione immediata e reale degli extraprofitti, un taglio netto delle accise e la richiesta di sospensione del Patto di stabilità.
