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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «ENERGIA, M5S: MELONI FUORI DAL MONDO TRA DECRETINO BOLLETTE E IMMOBILISMO SU ACCISE»

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10.40 - mercoledì 11 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle attacca duramente il governo Meloni sulla gestione della crisi energetica. “Giorgia Meloni, durante le comunicazioni al Parlamento, a proposito della crisi in Medio Oriente ha detto che gli italiani possono stare tranquilli, visto che c’è il decreto bollette a proteggerli e il Governo avrebbe semplificato il meccanismo delle accise mobili. Stiamo a posto”, dichiarano i parlamentari pentastellati delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato.

Il ‘decretino bollette’ è stato stroncato da qualsiasi associazione imprenditoriale e progressivamente scaricato anche da Confindustria. La magna pars del provvedimento si basa su un’operazione di sterilizzazione dei costi Ets che però sono di esclusiva competenza europea.

Lo stesso Esecutivo, un minuto dopo l’approvazione del decreto, ha chiesto a Bruxelles di sospendere il meccanismo Ets certificando di fatto l’inutilità totale della relativa norma. Inoltre il bonus elettrico straordinario per le famiglie più vulnerabili, fin qui fissato in 200 euro l’anno, è stato tagliato a 115 euro. Ripetiamo: tagliato.

Quanto alle accise mobili, come hanno dimostrato tutte le simulazioni, possono essere al massimo solo un primissimo pannicello caldo, visto che consentirebbero di far recuperare ai consumatori solo una minima parte dell’aumento del prezzo dei carburanti.

Pensare che questi strumenti debbano far stare tranquilli gli italiani è semplicemente ridicolo. Meloni, come ormai chiedono apertamente anche i giornali di famiglia, faccia una cosa seria per una volta: corregga quel micidiale vulnus inflitto al Paese con la firma del Patto di stabilità e ne chieda la sospensione per mettere in campo risorse vere a beneficio di famiglie e imprese, già messe in ginocchio da tre anni di crescita zero e tre anni consecutivi di calo della produzione industriale.

Ridicolo anche il passaggio in cui Meloni, a proposito del dibattito sulle risorse proprie del bilancio Ue, ha detto che si batterà affinché gli interventi non ricadano sui contribuenti in termini di nuove tasse o tasse nascoste. Comunicato da una premier che ha portato la pressione fiscale al record da 20 anni a questa parte, seconda solo al tetto raggiunto durante il Governo Monti, è il massimo.

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