Di Luca Franceschi
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La lotta contro i Sussidi Ambientalmente Dannosi rappresenta una sfida cruciale che non può essere ulteriormente procrastinata. I dati presentati da Legambiente evidenziano una situazione allarmante che l’esecutivo continua a sottovalutare: oltre 48 miliardi di euro annui vengono destinati, in modo diretto o indiretto, al sostegno delle fonti fossili, una strategia che si rivela essere al tempo stesso miope e pericolosa per il futuro del Paese.
Mentre si perpetua questo sistema di finanziamenti, famiglie e imprese si trovano costrette a fronteggiare bollette energetiche in costante crescita. Non si tratta di proporre un’eliminazione immediata di questi sussidi, ma diventa imprescindibile avviare un processo graduale di transizione, definendo una roadmap chiara e un piano strutturale che permetta di svincolarsi progressivamente dalla dipendenza dal gas e dai combustibili fossili.
La persistenza nel finanziare questo modello energetico obsoleto significa alimentare ulteriormente la crisi invece di trovare soluzioni concrete. È necessario un cambiamento di direzione deciso, utilizzando le risorse disponibili per alleggerire il peso delle bollette sui cittadini e accelerare realmente gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.
Il momento storico che stiamo attraversando, caratterizzato da una crisi energetica di portata eccezionale, giustifica la richiesta di un contributo straordinario da parte di coloro che, nel settore energetico, continuano a registrare profitti miliardari. È arrivato il momento per il Governo di prendere una posizione chiara, scegliendo se schierarsi dalla parte dei cittadini o continuare a favorire le lobby dei combustibili fossili.
L’inazione dell’esecutivo risulta evidente anche sul fronte delle accise, dove non si registrano ancora interventi significativi. Proseguire su questa strada significa condannare il Paese a un continuo rincorrere le emergenze, invece di adottare una strategia preventiva che possa garantire stabilità energetica e sostenibilità ambientale per il futuro.
Queste considerazioni sono emerse durante il convegno organizzato da Legambiente e ReCommon dal titolo “Stop Sussidi Ambientalmente Dannosi”, dove è stata ribadita l’urgenza di un cambio di paradigma nella politica energetica nazionale.

