(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Chi lavora ogni giorno su autobus, tram e metropolitane affronta gli stessi rischi di chi opera nel settore ferroviario. Stesso servizio pubblico, stesso contatto quotidiano con migliaia di persone, stessa esposizione alle aggressioni. Eppure nel nuovo decreto sicurezza qualcosa non torna.
Le misure previste per contrastare violenze e aggressioni sono state introdotte solo per il comparto ferroviario. I lavoratori del trasporto pubblico locale restano fuori. Una scelta incomprensibile e difficile da accettare.
Autisti, controllori e operatori del TPL sono in prima linea nelle città, spesso soli, e da anni denunciano un aumento costante degli episodi di violenza. Non si può creare una gerarchia tra lavoratori che svolgono lo stesso servizio pubblico e affrontano gli stessi pericoli.
I sindacati hanno da giorni lanciato l’allarme: la sicurezza non può essere garantita solo ad alcuni e negata ad altri. Serve un intervento vero, che protegga tutti gli operatori della mobilità.
Per questo in Parlamento chiederemo che le tutele vengano estese anche a chi lavora ogni giorno nel trasporto pubblico locale. La sicurezza deve valere per tutti, non esistono lavoratori di serie A e di serie B”.
Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.
