Di Luca Franceschi
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Il capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali Alfonso Colucci è intervenuto in aula illustrando la pregiudiziale di costituzionalità presentata dal suo partito sul decreto Sicurezza, lanciando dure accuse al governo.
Colucci ha esordito ricordando come i cittadini abbiano paura e come in Italia cresca il senso di insicurezza, aspetto confessato dalla stessa presidente Meloni. Tuttavia, secondo il parlamentare pentastellato, il governo con questo decreto se la prende con soggetti deboli come giovani, mendicanti e fioraie, lasciando invece indenni le grandi organizzazioni criminali.
Il rappresentante del M5S ha quindi posto l’accento su diverse vicende giudiziarie che coinvolgono esponenti di Fratelli d’Italia. Ha citato il rinvio a giudizio per corruzione dell’assessora regionale siciliana Amata, chiedendosi se il partito la farà dimettere. Ha ricordato inoltre come il Tar di Palermo abbia confermato l’interdittiva antimafia che coinvolge il presidente del consiglio comunale di Caltanissetta Bruzzaniti, anch’egli di Fratelli d’Italia, senza dimenticare i casi del presidente dell’Ars Galvagno e di Totò Cuffaro.
Colucci ha posto una domanda diretta alla maggioranza: come si può parlare di legalità e sicurezza senza fare pulizia al proprio interno? Il capogruppo ha poi rievocato episodi controversi, come quando l’Italia ha dovuto assistere all’allora sottosegretario alla Giustizia Delmastro a braccetto con una persona condannata definitivamente per reati di mafia.
Il parlamentare ha proseguito ricordando la cena di mezzo ministero al ristorante del prestanome del clan Senese e i contatti emersi tra esponenti di Fratelli d’Italia e rappresentanti dello stesso clan Senese. A queste immagini, Colucci ha contrapposto quelle di Cafiero De Raho e Scarpinato, definiti eroi dell’antimafia che la maggioranza cerca di infangare e che invece il M5S insieme a tanti cittadini onesti continua a onorare.
Secondo Colucci, il decreto Sicurezza rappresenta un disperato tentativo di restare a galla mentre tutto sta franando intorno al governo. Si tratta di un provvedimento pieno di disposizioni inutili, dannose o addirittura incostituzionali, come la norma sugli avvocati e i rimpatri volontari. Su quest’ultimo punto, il capogruppo ha evidenziato l’anomalia per cui Meloni con un altro decreto legge dovrà correggere Meloni stessa, configurando una correzione dell’incapacità da parte dello stesso governo.
Il rappresentante pentastellato ha concluso definendo la situazione come un gravissimo testacoda istituzionale, sottolineando come i costituzionalisti in futuro scriveranno quale pasticcio costituzionale sta facendo il governo Meloni.
