Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle, attraverso i propri rappresentanti in Commissione bilancio della Camera, ha lanciato dure critiche al metodo di lavoro del Governo Meloni durante l’esame del decreto PNRR.
Secondo quanto denunciato dai pentastellati, l’Esecutivo avrebbe presentato riformulazioni che modificano, cancellano e riscrivono gli stessi emendamenti precedentemente proposti dal Governo e dai relatori al provvedimento in discussione presso la Commissione bilancio di Montecitorio.
Tale approccio viene interpretato dai rappresentanti del M5S come un chiaro segnale dell’incapacità dell’attuale maggioranza di governare efficacemente gli eventi, al punto da risultare in balìa delle circostanze e non riuscire nemmeno più a seguirne l’evolversi.
La critica si estende specificamente al decreto PNRR, definito come l’ennesimo provvedimento con cui il Governo va a compromettere un Piano che era stato predisposto dall’Esecutivo Conte. Il PNRR viene descritto come l’unico strumento che negli ultimi due anni ha impedito al Paese di cadere in recessione, nonostante la crescita economica rimanga limitata e collochi l’Italia all’ultimo posto del G20, situazione attribuita alle politiche del duo Meloni-Giorgetti.
Le critiche non si limitano al solo decreto PNRR, ma si allargano a tutti i provvedimenti varati nell’ultimo mese e mezzo, inclusi il decreto bollette, il decreto fiscale e i due decreti carburanti, tutti accomunati da quello che viene definito uno “scempio” procedurale e di metodo.
L’attacco del Movimento 5 Stelle mette quindi in discussione non solo il merito delle singole misure, ma soprattutto la capacità organizzativa e la coerenza dell’azione di Governo nell’affrontare le sfide economiche del Paese.
