Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco del governo Meloni sulla questione degli extraprofitti bancari, denunciando come l’esecutivo continui a evitare interventi su questo fronte, preferendo invece gravare ulteriormente su imprese e sistema produttivo.
Il nuovo decreto fiscale prevede infatti un incremento dell’imposta di bollo sui conti correnti e depositi delle società, che passa da 100 a 118 euro. La misura interesserà circa 3,9 milioni di rapporti intestati alle imprese italiane, generando un gettito stimato di circa 50 milioni di euro.
Secondo il senatore Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, si tratta dell’ennesimo segnale negativo per chi produce, investe e crea occupazione nel Paese. Mentre gli istituti di credito continuano a registrare utili record, favoriti anche dall’aumento dei tassi di interesse, l’esecutivo rinuncia a una vera tassazione degli extraprofitti bancari.
L’aumento del bollo sui conti correnti rappresenta una misura che non opera distinzioni tra grandi gruppi e piccole realtà imprenditoriali, colpendo indistintamente tutte le società e aggravando i costi fissi in una fase già caratterizzata da inflazione, caro energia e incertezza economica.
Per il rappresentante pentastellato, questa scelta va nella direzione opposta rispetto alle necessità del Paese, chiedendo di cessare di penalizzare le imprese e di intervenire concretamente sugli extraprofitti del settore bancario.
