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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «DL FISCALE, M5S: RIDICOLA SCENEGGIATA DI UN GOVERNO AI TITOLI DI CODA»

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10.40 - giovedì 2 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni bilancio, finanze e attività produttive di Camera e Senato hanno duramente criticato la gestione governativa del decreto fiscale, definendo le recenti mosse dell’esecutivo una “ridicola sceneggiata”.

Secondo i pentastellati, il governo ha messo in atto una strategia poco trasparente: dopo aver operato un taglio di 760 milioni di euro nel decreto fiscale a danno delle imprese “esodate” del piano Transizione 5.0, già considerato fallimentare, l’esecutivo ha successivamente riproposto le stesse risorse già previste in Manovra, facendo credere che il precedente taglio non fosse mai avvenuto.

Da questa operazione derivano gli 1,5 miliardi di euro annunciati per le imprese, una cifra che secondo il M5S rappresenta un tentativo di ingannare il sistema produttivo italiano. I parlamentari considerano questo approccio un insulto alle aziende, che difficilmente si lasceranno trarre in inganno da simili manovre mediatiche.

Particolare critica viene rivolta ai 200 milioni aggiuntivi sbandierati dal ministro Urso, che porterebbero il totale a 1,5 miliardi. Secondo il Movimento, si tratta di risorse già dovute, considerando che i progetti di investimento presentati dalle aziende esodate tra il 7 e il 27 novembre 2025 valevano complessivamente 1,65 miliardi di euro.

Il M5S sottolinea la contraddizione di fondo: si tratta di denaro già stanziato, successivamente tagliato, poi recuperato, ma comunque dovuto alle imprese. Per rendere operativo questo presunto accordo sarà necessario un emendamento al decreto fiscale, già definito dai pentastellati come “chiaramente fallimentare”.

Nel frattempo, la nuova versione di Transizione 5.0 rimane bloccata e non attuata. Il piano si basa sull’iperammortamento, considerato penalizzante per le piccole e medie imprese. Le modifiche introdotte nel decreto fiscale, in particolare la cancellazione della clausola “Made in EU”, hanno reso necessaria una nuova stesura dei decreti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La conseguenza diretta di questa situazione è che prima di maggio nessuna misura potrà essere resa operativa. La tanto pubblicizzata nuova versione di Transizione 5.0 finirà per perdere sei mesi di tempo, un ritardo considerato particolarmente grave per un Paese che da tre anni registra una crescita zero e un crollo della produzione industriale.

I parlamentari M5S concludono definendo l’accordo raggiunto tra governo e associazioni di impresa, insieme al successivo annuncio del ministro Urso, come la rappresentazione di una “ridicola sceneggiata” messa in atto da un esecutivo ormai giunto ai titoli di coda.

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