Di Luca Franceschi
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti è intervenuto questa sera in discussione generale sul decreto Commissari, esprimendo dure critiche nei confronti dell’operato del governo sul tema delle concessioni demaniali marittime.
L’articolo 8 del decreto attualmente in discussione in Aula introduce elementi come “condizioni omogenee”, “bando-tipo” e “procedure di affidamento”, che potrebbero far pensare all’inizio di una nuova fase. Tuttavia, secondo il senatore pentastellato, si tratta in realtà della conclusione di una lunga serie di cambi di rotta da parte dell’esecutivo.
Per anni il governo ha rassicurato i balneari sostenendo che le gare non sarebbero state necessarie, che le direttive europee potevano essere ignorate, che avrebbero assunto posizioni ferme nei confronti di Bruxelles e che la direttiva Bolkestein non avrebbe avuto seguito. Ma l’arrivo di sentenze, richiami e procedure ha costretto la maggioranza e la premier Meloni a cambiare completamente rotta.
Dopo anni di promesse elettorali, il risultato è un articolo che non nasce da una visione strategica ma rappresenta una resa e un tradimento degli impegni presi in campagna elettorale. Le spiagge costituiscono un bene comune, una risorsa preziosa appartenente a tutti i cittadini. Invece nel nostro Paese alcune associazioni di balneari, sostenute e protette da una parte consistente della politica sempre più orientata al clientelismo, si comportano come feudatari che hanno ereditato le spiagge, considerandole possedimenti privati.
È necessario cancellare per sempre questi comportamenti. La politica deve agire mettendo al centro non solo gli interessi dei concessionari ma considerando prioritario l’interesse generale. Il Movimento 5 Stelle ha presentato numerose proposte e atti parlamentari, ma il governo ha sempre evitato di affrontare la questione.
Un esecutivo che fino ad oggi ha prodotto solo false promesse e accumulato anni di ritardi, generando una situazione di grave incertezza nel comparto. Il cerino è rimasto in mano ai sindaci, ai balneari e a migliaia di famiglie impossibilitate a investire sul proprio futuro, con un settore turistico rimasto congelato per anni a causa di una classe politica impreparata.
